Che cos’è una consulenza generica , freelance?
Da sempre , più persone desiderano libertà e flessibilità . Fortunatamente , sono finiti i tempi in cui i professionisti trascorrevano trent’anni nello stesso ufficio e poi andavano in pensione.È altrettanto vero che i lavoratori di molti settori, soprattutto quelli del consulting e advisory, stanno adottando questo nuovo modo di lavorare.
Che cos’è un consulente freelance?
I freelance, in qualsiasi settore, sono persone fisiche oppure giuridiche che possono collaborano per un compito o un progetto particolare. Non sono dipendenti , ciò significa che possono scegliere con chi lavorare, impegnarsi con più clienti contemporaneamente e stabilire il proprio compenso.
Il termine inglese si compone in due parole ‘free’ e ‘lance’ che, tradotti in italiano, diventano ‘’lancia indipendente’’.Oggi, con la parola freelance si intende una persona che lavora per sé stessa. Si tratta in pratica di una persona professionale che non è legato da contratti di dipendenza, ma che offre la propria collaborazione in qualità di fornitore o consulente esterno e gode di una propria autonomia gestionale. Ha cioè piena libertà di decidere quando, come e per chi lavorare.
Freelance e i settori occupazionali
In base alla propria esperienza, il freelance può lavorare in qualsiasi settore , per aziende di ogni tipologia e dimensione, per organizzazioni o anche per i privati.
Negli ultimi quattro anni, solo in Italia, sono sempre aumentati i professionisti che decidono di lavorare come freelance , aumentando anche le realtà che scelgono la collaborazione occasionale con profili qualificati. Le professioni per cui vale la pena lavorare come freelance in Italia potrebbero essere :
- Consulente settore taxi
- Consulente settore NCC
- Giornalista, copywriter, content creator
- Consulente esperto di digital marketing, social strategist
- Consulente informatico
- Interprete e traduttore
- Consulente del lavoro
Un altro fortissimo motivo per il quale il freelance si è diffuso in questo paese è identificabile nelle recenti modifiche legislative , il regimi fiscal agevolato e specifiche tutele hanno quindi reso l’attività freelance particolarmente allettante.L’aspetto che motiva più di ogni altro a lavorare come freelance è l’assenza di un datore di lavoro che detta tempi e modalità operative.
Il freelance è il capo di sé stesso , per cui ha piena autonomia gestionale e operativa. Un altro aspetto vantaggioso è l’assenza di vincoli di orario. Non esistono orari di entrata o di uscita e il libero professionista può decidere la propria giornata tipo in base al lavoro da svolgere, agli impegni e alle preferenze personali. Questo non vuol dire di non avere vincoli di orario , cioè non significa lavorare di meno, ma semplicemente avere la possibilità di gestire i ritmi in maniera autonoma e flessibile. Lavorare da freelance significa adattare le giornate ai progetti in corso, senza dover sottostare a direttive di capi e responsabili.
”Dal punto di vista della mole di lavoro, la libera professione non conosce limiti. É possibile, infatti, lavorare a più progetti contemporaneamente, purché si riesca a garantire al cliente qualità e precisione. Gli altri vantaggi sono:
- le ferie, che non dipendono da alcun piano aziendale ma dalle preferenze personali e dal rispetto degli impegni presi
- il taglio dei costi degli spostamenti per raggiungere la sede di lavoro
- i guadagni potenzialmente più alti di quelli di un dipendente
- le maggiori possibilità di crescita personale e professionale
Le difficoltà del lavoratore freelance
La vita di un freelance non è tutta ‘rose e fiori’ come potrebbe sembrare.
Al di là degli aspetti positivi e degli innegabili vantaggi, la strada di un libero professionista è tutt’altro che in discesa. Per quanto possa essere preparato e abile nel gestire il proprio business, il lavoratore freelance deve fare i conti con una serie di variabili e difficoltà.
Il primo ostacolo è la clientela.
La condizione di ritrovarsi senza clienti è piuttosto ricorrente, soprattutto in alcuni momenti dell’attività.
All’inizio, quando ci si affaccia sul mercato in qualità di perfetti sconosciuti, bisogna sgomitare per emergere e farsi notare. In questi frangenti di avvio dell’attività, è normale avere difficoltà a trovare clienti.
Solitamente, durante la fase iniziale l’entusiasmo di parenti, amici e conoscenti innesca il famoso ‘passaparola’, ossia quella sorta di promozione spontanea e gratuita che genera contatti/clienti.
Bisogna evitare, però, di adagiarsi perché prima o poi quei contatti/clienti generati dal passaparola finiscono. Diventa cioè prioritario identificare nuove fonti di contatti ai quali proporre i propri servizi.
Per un freelance è fondamentale mantenere il flusso di clienti sempre costante.
Un’altra difficoltà notevole riguarda la gestione del tempo.
Per lavorare come libero professionista c’è bisogno di organizzazione, ottimizzazione dei tempi e precisione.
Non avendo un orario da rispettare o un superiore al quale dar conto del proprio operato, si potrebbe essere indotti a procrastinare e ad accumulare lavoro, ritrovandosi prima o poi a dover affrontare periodi di grande difficoltà.
Infine, un aspetto che viene sottovalutato è la gestione autonoma di tutti gli aspetti fiscali e burocratici legati alla libera professione.” Per avere più informazioni e chiarimenti , vi prego di scrivere all’indirizzo e-mail consulentegenerico@gmail.com